Recensione di On the Silver Globe su Letterboxd: “A friend asked on Facebook who should be directing the Star Wars remakes, living or dead. Had I seen this film when he asked, I would have said Zulawski without hesitation. This is what a science fiction epic should look like, warts and all.”

Il film di oggi è On the Silver Globe (Sul globo d’argento) del 1977 e del 1988 (what???) del maestro polacco Andrzej Żuławski.

Trama

On the Silver Globe • Star Wars polacco

Una squadra di astronauti atterra su un pianeta abitabile e forma una società. Molti anni dopo, un singolo astronauta viene inviato sul pianeta e diventa un messia.

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Contesto
On the Silver Globe è stato originariamente realizzato nel corso di due anni di riprese terminate nel 1977, ma è stato proiettato per la prima volta solo nel 1988, in una versione integrata da filmati aggiuntivi e dalla voce fuori campo del regista stesso. Sentiamo Zuławski all’inizio che ci dice che quello che stiamo per vedere è “un brandello di film”, un’opera di cui manca un quinto, poiché il film è stato “ucciso”. Si riferisce al fatto che, dopo una lunga serie di riprese che hanno toccato il Caucaso, la Crimea, la costa baltica e il deserto del Gobi, il Ministero della Cultura polacco (nella persona di Janusz Wilhelmi) ha interrotto di netto la produzione, ordinando anche di distruggere tutti i materiali del film, dagli oggetti di scena ai metri di pellicola. Gran parte del materiale fu però messo in salvo da alcuni membri della troupe e sarà poi riutilizzato nel pieno della Glasnost‘. Il motivo ufficiale si fa ricondurre a questioni di budget. L’autore punta invece il dito su un atto censorio, per via delle allusioni politiche della materia trattata.
Il nostro contesto dunque è la Polonia di Gierek del 1977. Dopo la seconda guerra mondiale, questa, divenne infatti uno stato satellite dell’Unione Sovietica, conosciuto come Repubblica Popolare Polacca (Polska Rzeczpospolita Ludowa o PRL). Dovremo aspettare il 1989 perché vedano la luce le prime elezioni libere dopo la seconda guerra mondiale, che si conclusero con il movimento per la libertà che vinse contro il partito comunista.

Avviso ai maniaci: per quanto sia un film di quelli in-spoilerabili, poiché non è decisamente l’intreccio a costituirne l’esperienza, avviso che nel corso dell’articolo ci saranno degli spoiler. Se siete tra questi correte a vederlo e ci vediamo dopo.

La storia, come un idiota, meccanicamente si ripete

Ci troviamo di fronte ad uno dei progetti più ambiziosi del cineasta. L’adattamento di una trilogia di romanzi del prozio Jerzy Zulawski concepita nei primi del Novecento. Questa la storia surreale e allusiva che vede coinvolti due astronauti che si innamorano su un pianeta lontano, che colonizzano e dove propiziano i nativi con droghe psichedeliche rimanendo intrappolati in sanguinose battaglie di tribù in guerra, immerse in continue elucubrazioni filosofiche. Forse il film di fantascienza con il maggior numero di monologhi della storia, tutti strillati e sofferti come neanche lo stesso Grotowski avrebbe potuto fare.

Vediamo l’alba della vita e di una nuova civiltà, ma già dal primo minuto ne intravediamo il tramonto. Conosciamo già il destino che l’attende. Niente potrà essere diverso, perché è nella natura umana ripetersi nel fallimento. L’opera si dipana sul concetto di natura ciclica dell’esistenza, l’etica della libertà, il potere della fede e i pericoli di permettere a quella fede di alimentare l’ideologia.

Zulawski filma tutto con una telecamera che gira vorticosamente rappresentate il punto di vista dei colonizzatori, che corre attraverso i campi, volteggia sulle cime delle colline, spinge attraverso le falangi dei guerrieri e fa perno per rivelare i soldati che ballano sulla spiaggia davanti alle fiamme. Le sequenze ci mostrano gli errori commessi da questo neonato sistema sociale e lo fa anche attraverso l’uso avanguardistico del jump-cut. Siamo pur sempre nel ’77 e YouTube e i mockumentary non erano ancora entrati nel linguaggio audiovisivo dei più.

On the Silver Globe • Star Wars polacco

La religione è l’oppio dei popoli
Già dal primo atto il film ammicca a delle allusioni religiose. I bambini infatti cominciano a divinizzare i loro genitori astronauti, che apparentemente non invecchiano mai con il passare delle generazioni. Questo perché i nativi hanno un processo biologico più rapido rispetto a quello degli astronauti.
Il secondo atto ruota intorno a Marek, il proprietario dell’agenzia spaziale che ha finanziato la prima missione, che si dirige lui stesso sul pianeta per sfuggire al dolore di un amore perduto, solo per trovare una società selvaggia, incomprensibile e divisa di persone che hanno atteso il suo arrivo profetizzato. L’epilogo di Marek, crocifisso in modo macabro, cementifica il riferimento al cristianesimo.
In definitiva, Żuławski affronta qui alcuni temi pesanti, affermando che l’umanità ha un bisogno continuo di creare e distruggere i suoi dei, che senza fede non può esserci comprensione e che senza comprensione non può esserci felicità.

On the Silver Globe • Star Wars polacco


La regia e il montaggio sono maestosi. Lo sono anche i costumi e gli oggetti di scena meravigliosamente disegnati e la fotografia fredda e grigio-azzurra che conferisce al setting una vera sensazione aliena. Il film non è di “facile digestione”. È un opera forte, riflessiva, stordente. Nel complesso ‘On the Silver Globe’ è tanto intrigante quanto impenetrabile.

Lore.

Non siamo noi a perderci nella contemplazione del mondo. È il mondo che si perde nella contemplazione di noi


Vivere Maalox: Don’t Hug Me I’m Scared • L’albero azzurro…dei tuoi incubi

Lorenzo Quarta
Chi mi conosce me lo avrà sentito dire tante volte: amante dei linguaggi e non delle lingue. Potrebbe non avere senso, ma nessuno mi ha mai contraddetto, quindi tant’è. Molto amante del "less is more" o semplicemente indolente. Ciao. ????

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