Per questo articolo ho dovuto impormi un rewatch. Stiamo parlando di Top Gun (1986) di Tony Scott, alias: “Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare l’America”.

Trama
Top Gun

Top Gun – Le dame, i cavalier, le armi e i sudori

Due giovani amici, Pete “Maverick” Mitchell e Nick “Goose” Bradshaw, riescono ad essere ammessi alla Scuola di caccia da combattimento della Marina Usa, di stanza a Miramar (California). La scuola seleziona con severità assoluta gli allievi: chi arriva alla fine deve essere “il meglio del meglio” per preparazione, disciplina, senso del dovere.

Sigla!
Contesto

USA, 1986. Alla casa bianca c’è il repubblicano Ronald Reagan e il suo vice George H. W. Bush, che lo avrebbe poi succeduto dal ’89 al 93. Siamo nell’anno in cui il genocidio viene ratificato dal senato americano come un crimine, del debutto del The Oprah Winfrey Show, del primo gruppo di artisti ad essere annoverato nella Rock and Roll Hall of Fame. Quello in cui il volo Aeroméxico 498, si scontrava con un altro aereo su Cerritos, California, generando 67 vittime in volo e 15 a terra.

L’anno in cui il presidente degli USA firma la legge Goldwater-Nichols Act, ufficializzando la più grande riorganizzazione del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti dal 1947. Quello in cui Reagan e il leader sovietico Mikhail Gorbaciov si incontrano a Reykjavík, in Islanda, per continuare le discussioni sul ridimensionamento dei loro arsenali missilistici intermedi in Europa (la trattativa fallirà).

Siamo negli ultimi anni della guerra fredda, alla vigilia della perestrojka e della glasnost‘. L’anno dell’uscita di Aliens di James Cameron, sequel del meraviglioso film di Ridley Scott. Siamo nell’anno del debutto nelle sale cinematografiche di Top Gun, del fratello Tony, un film d’azione che vede protagonista l’aviazione navale USA e interpretato da Tom Cruise, Anthony Edwards, Val Kilmer e Kelly McGillis. Questo diventerà il film con il più alto incasso dell’anno, con quasi 177 milioni di dollari solo in America.

Top Gun

L’autore reduce da un affascinante film vampiresco con protagonisti David Bowie e Catherine Deneuve, The Hunger, dirige un’opera dalla trama vaga, poco interessante, machista, ma contemporaneamente dipinge un perfetto quadro dell’epoca. Un prodotto confezionato ad arte su quelle che erano le intenzioni dei produttori e il dipartimento di difesa degli USA, che ha sponsorizzato e co-finanziato l’opera, chiaramente arrogandosi il diritto di revisionare quanto si stava realizzando.

Stando alle parole di Tony: “cominciai a parlare del film riferendomi ad Apocalypse Now e Mad Max 2, cosa che li spaventò non poco. Avendo una formazione artistica, la mia sensibilità tende a essere poco solare. Continuai a pensare al film come a un Apocalypse Now su una portaerei mentre loro (Simpson e Bruckheimer) continuavano a dire, ‘No, no, no.’ Poi, un giorno ci arrivai, capii cosa stavano cercando. Non volevano un’Apocalypse Now, era più qualcosa su jet argentati che sfrecciavano in cieli azzurri. Una specie di rock’n’roll nei cieli”.

La descrizione è inoppugnabile e le referenze maturate nel suo film precedente e quello successivo (Una vita al massimo) in qualche modo mi illudono che il suo racconto sia vero. Forse il fatto che sia stato licenziato tre volte durante le riprese per divergenze creative aiuta a fidarsi.

Le Dame, i Cavalier, le armi e i sudori

Da qui iniziamo con gli spoiler.

spoilerIl film è una continua delusione, ogni volta che sembra trattare un argomento con un’adeguata dignità cognitiva, finisce pochi secondi dopo per mandare sempre tutto in vacca. Andiamo con ordine e proviamo ad analizzare le stelle di questo firmamento, provando a leggere i sottotesti di questo film guardando alle loro psicologie o le loro “evoluzioni” nel corso dell’intreccio.

Il sudore

In ogni scena, anche quelle in cui non c’è alcuna concitazione c’è qualche povero cristo, se non tutti, grondante di sudore. Mi sono interrogato a lungo sul significato di questa scelta, forse emblema di mascolinità, forse di “sporcarsi le mani”, simbolismo del lavoro. Onestamente non ne sono veramente uscito. Qui Top Gun hai vinto tu!

Il chewing gum, occhiali a goccia e presunzione.

Vediamo più gente masticare che parlare o volare. Non credo serva aggiungere altro.

Maverick (si chiama come un missile)

Prototipo del Capitan America anni 80-90. Presuntuoso e ribelle, combina costantemente cazzate mettendo tutti in pericolo, però è un pilota fenomenale e nonostante una evidente psicosi è percepito come un gran figo. Ha un passato misterioso che è “classfied” che vorrebbe essere il pretesto per giustificarci il suo agire, vorrebbe appunto. Questo passaggio appare per una parte del film anche interessante, poiché lo spettatore si interroga, insieme al protagonista, sul motivo per cui il governo nasconda la verità ai familiari delle vittime.

Quale scopo si cela sotto questo mistero? Bene, verso il finale scopriremo che il governo è costretto a nascondere la verità sui suoi super eroi del cielo per mere motivazioni burocratiche (il padre di Maverick è morto salvando diverse vite dei suoi colleghi per poi essere ucciso nello spazio aereo di uno Stato confinante con il Vietnam dove i caccia statunitensi ufficialmente non avrebbero dovuto operare). Scoprire la verità convincerà ovviamente il nostro a tornare in battaglia dopo un periodo di sbandamento, per continuare a fare il culo ai russi.

Goose e famiglia

Il poverino attraverso la sua morte è solo strumentale a far dubitare il protagonista delle sue capacità, e in microscopica parte del sistema militare. Entrambe queste perplessità verranno messe a tacere immediatamente.

Charlie

Astrofisica che lavora come consulente per gli americani. OK, partiamo bene. Intelligente, di successo, vive liberamente le sue emozioni e il suo corpo. In un certo momento sembra anche rappresentare il cinismo del potere con la frase: “morire è un grosso rischio con un aereo da 30 milioni di dollari”. Peccato che dalla scena successiva si scopre che che il cinismo era solo una reazione per celare il suo amore smodato per Maverick, per cui, dopo aver vissuto nell’intreccio in modo relativamente insignificante, deciderà di mollare la carriera. Cosa ti è successo Charlie? una volta eri ganza.

La partita di pallavolo

Tra i protagonisti indiscussi dell’opera. Ad un certo punto del film per un’inspiegabile ragione ci troviamo nel mezzo di un episodio di Beverly Hills 90210 LGBT edition. Resterà una cattedrale nel deserto.

Iceman

L’antagonista. Ecco questo secondo me è il punto più sbagliato del film. Tutto l’intreccio e le scelte cinematografiche sono mirate a farci detestare il personaggio in questione, salvo poi redimerlo verso il finale, perché parte del team, perché parte dei vincenti. Ecco qui la domanda è perché? A parte la faccia di culo di Val Kimmer, il personaggio non fa niente di male. In verità, al netto dell’antipatia, che è forzata dalle scelte cinematografiche, è lui il vero eroe e Maverick l’antieroe. Ragiona in ottica comunitaria nel rispetto degli altri per non metterli in pericolo, mentre il film lo irride attraverso il personaggio di Tom Cruise, che in una famosa scena, con occhi alla Norman Bates asserisce tutto fiero di se: “Io sono pericoloso”.

I russi

Niente i russi sono carne da macello indefinita. Sono presenti 5 minuti, non hanno identità, rappresentano solo il loro governo, manichini del crash test con una luminosa stellona rossa sui caschi. Questi esplodono nella contentezza generale e fine. Ovviamente non uccidono nessuno e scappano spaventati di fronte alla magnificenza del potere americano.

Cougar

In qualche modo la rappresentazione dell’umanità, del pericolo della guerra. Lui si ritira dalla marina perché padre di famiglia. Il film però non utilizza questo elemento per farci empatizzare con i pericoli della guerra, non ci pone un quesito sulla validità e necessità di un conflitto.  Tutt’altro, utilizza questo per esaltare il coraggio di chi invece continua a combattere per il “bene supremo”. Coraggiosi. Angeli custodi.

Viper

Il comandante della scuola Top Gun. In un suo discorso asserisce: “Signori qui non si fa politica, quella la lasciamo agli uomini di governo, ai civili, noi siamo solo militari, e anche se non siamo in guerra, dobbiamo sempre comportarci come se lo fossimo, ed essere pronti ad entrare in azione…” Parole che ci potrebbero dare l’idea che i militari sono degli utensili, gente che svolge onestamente il proprio lavoro in rispetto degli ordini dei governi vigenti. Ecco anche questo spunto sfuma, poiché il discorso si interrompe da una chiacchiera tra Maverick e Goose in cui si interrogano chi sia il migliore della classe, domanda a cui Viper si lega immediatamente mostrando un assurdo tabellone dei records. La scena si conclude con una meravigliosa battuta “il pannello per i non classificati è nel bagno delle signore” e dopo si ride molto.

Slider

Compagno di volo di Iceman. Degno di nota poiché ha la responsabilità di enunciare una delle battute più paradigmatiche del film “Goose: …l’elenco è lungo. Slider: come il mio pisello?”.

Top Gun

Insomma Top Gun è un film di propaganda. Qui Hollywood si è superata, siamo di fronte ad una delle campagne di marketing tra le più riuscite della storia. Non solo l’arruolamento ha avuto un picco quando il film è uscito nelle sale e non solo la Marina ha organizzato tavoli di reclutamento nei cinema che proiettavano il film, ma i sondaggi hanno presto mostrato una crescente fiducia nei militari. Il risultato è uno stereotipo della cultura dell’intrattenimento vestita ad arte per produrre un film che ci faccia immergere nella vicenda e tifare per i nostri beniamini, e supportare gli eroi americani che scorrazzano nei cieli.

Lore.

Maverick dopo aver fatto il medio ad un pilota russo: “Geez, I crack myself up.”


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Lorenzo Quarta
Chi mi conosce me lo avrà sentito dire tante volte: amante dei linguaggi e non delle lingue. Potrebbe non avere senso, ma nessuno mi ha mai contraddetto, quindi tant’è. Molto amante del "less is more" o semplicemente indolente. Ciao. 🐱

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