Storia della musica del futuro#7

[…] la musica non è stata più ascoltata. Potevi però spalmarla sulla pelle. C’erano queste creme che, una volta messe a contatto con l’epidermide, permettevano di sentire la musica direttamente, senza utilizzare le orecchie […].

Parlare de I Camillas e del loro libro “La storia della musica del futuro” – pubblicato da People Edizioni, nella collana People Records, diretta da Paolo Benvegnù in collaborazione con Blackcandy Produzioni – non è semplice, è un po’ come quando ci si trova dinanzi a un sentimento, non si riesce a spiegare; o lo ami o lo odi, o ridi o piangi, o lo leggi come semplice esercizio di lettura oppure cerci di capirlo. È stato un compagno nel periodo di quarantena, ancor di più a lockdown terminato; si, l’ho riletto e credo che lo rifarò altre volte ancora, perché questo gioiellino racchiuso in 109 pagine è un piccolo capolavoro della parola scritta, del pensiero pensato, dell’assurdo irrazionale che circola nelle nostre menti.

Vi ricordate quando alle elementari la maestra assegnava la traccia “Viaggio nel mondo della fantasia?”; ecco qui di viaggi mentali ce ne sono tanti, tutti che raccontano la musica del futuro da un futuro ancora più lontano, quindi la musica del futuro è al passato. La storia è il racconto di cose già accadute, ma non nel nostro passato, ma nel passato di un domani lontanissimo; gli autori Ruben e Zagor imprigionano il tempo in un artificio letterario, modellano la scrittura attraverso un utilizzo abile dei tempi dei verbi che consente di creare il futuro anteriore; proprio quello che ci insegnano a scuola ma che in realtà è il più difficile da comprendere perché è il futuro del passato.

Un libro episodico, non c’è un inizio o una fine, si può pensare di aprire una pagina a caso e seguire il flusso di logica non razionale dove la tradizione romanzesca della trama scompare, anche se sono presenti dei fili conduttori ben definiti: la musica del futuro raccontata attraverso autori, musicisti, la fruizione del suono e le classifiche. Gli artisti su cui vertono gli episodi sono quattro figure iconiche del futuro che assumono una raggiera di significati; il cantante Gilberto Perù, scomparso da tre mesi con la sua ombra, le interviste alla star Aldo Troppo con i suoi innumerevoli problemi di autoconsapevolezza, Pino Corallo, “l’uomo che si è tolto il cellulare dallo zigomo perché voleva ritornare a sorridere!” e lo sperimentalismo di Dino Gubiroli che “partorì un cucciolo di gomito mentre i violini salutavano licenziati gli amici dell’orchestra”.

È anche un libro fortemente politico, pressante dal punto di vista delle libertà individuali, dove ogni tanto fanno capolino alcune “forme di rivolta” e gli accadimenti della vita sono descritti da un punto di vista semplice eliminando la sovrastruttura.

 

 

Scuola di danza #1

Ve lo ricordate il tempo dei fascioni, quando uomini grassi di feci ci dicevano cosa fare e noi cantavamo di nascosto, convinti di farcela e spaventati perché non ne eravamo convinti?

Con questo romanzo I Camillas fanno nuovamente il balzo dalla musica alla letteratura (il loro primo libro, La rivolta dello zuccherificio, è del 2015 edito da Il Saggiatore) procedendo sempre sulla linea di un pop surreale e apocalittico, come loro lo definiscono, un mix personalizzato di immediatezza, popolarità, sensazioni epidermiche proiettate in una dimensione apocalittica. Così come per la sfera musicale anche per la scrittura non si pongono un problema di genere ma suonano e scrivono quello che a loro piace, ciò che scaturisce come emozione provocata; lo chiamano darwinismo musicale.

 

  • Zagor (Mirko Bertuccioli)

    Il libro, scritto tra novembre 2019 e gennaio 2020, nato dall’estro della scrittura di Ruben e Zagor Camillas, ovvero Topazio Perlini (Vittorio Ondedei) e Mirko Bertuccioli, è uscito in pieno lockdown tra mille incertezze, poi la scelta finale. Dal 14 aprile Zagor (Mirko Bertuccioli) non c’è più, è stato vittima del virus che in quei mesi ha fermato il mondo e che ancora oggi continua a creare problemi. “La voglia di condividere con le persone tutte queste cose che ci erano venute in mente sulla musica del futuro, il modo in cui sono scritte ha vinto” – spiega Ruben Camillas (Topazio Perlini) – “il libro è la vita che va avanti in altre forme, non solo come ricordo, ma come intensità che si ripete. È la vita che continua, che transita in un’altra persona”.

 

Sara Valentino
Sintesi in due ossimori: sognatrice razionale, sensibilmente cinica. Da diversi anni si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi culturali, con un occhio particolare alla musica e al cinema, due grandi passioni. La sua priorità è la scrittura: comunicativa e immediata sul lavoro, emotiva e schietta nei racconti. Ama i festival musicali e di cinema che considera una ricchezza per creare, comunicare e condividere micromondi sempre in divenire. Da due anni direttrice di Seeyousound on the road Lecce, festival di cinema a tematica musicale, costola di Seeyousound International Music Film Festival di Torino. Collabora con cinemaitaliano.info.

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