Se domani non torno
Il film
- Regia
- Paola Randi
- Cast
- Filippo Timi, Sabrina, Martina, Tecla Bossi, Tommaso Allione
- Genere
- Drammatico
- Durata
- 107 min
La trama
Fino a quel giorno Gino Cecchettin e i suoi figli; Elena, la maggiore, che studia
all’estero; Davide, il più piccolo, ancora al liceo; e Giulia, che sta per laurearsi,
vivevano una vita ordinaria. Una famiglia normale, che potrebbe essere la nostra:
unita, già attraversata dal dolore per la recente perdita della madre, ma ancora
capace di progettare e guardare avanti.
Da quell’11 novembre inizia un incubo che non credevano potesse accadere
proprio a loro. L’assenza di Giulia diventa gigantesca, invade ogni spazio,
trasforma ogni gesto quotidiano. Gino, Elena e Davide si trovano a vivere un
dolore inimmaginabile sotto lo sguardo di un Paese intero, mentre la cronaca
tenta di raccontare una tragedia che rischia di essere ridotta a caso mediatico.
Ma la storia di Giulia non è soltanto il racconto di una perdita. È la storia di una
famiglia che, attraversando il lutto, trova la forza di trasformare un dolore privato
in un grido di denuncia e di consapevolezza. Elena rifiuta la narrazione del
“mostro” e chiama le cose con il loro nome: femminicidio, patriarcato,
responsabilità collettiva. Gino, invece di chiudersi nella rabbia, sceglie di mettersi
in ascolto, di imparare, di parlare agli uomini e alla società. Davide, il più giovane,
vive la propria assenza e la propria invisibilità pubblica come un modo per
proteggere sé stesso e la sua famiglia. A partire da loro, qualcosa si sposta: si
mobilitano giornali, piazze, scuole e cuori, al grido di “Per Giulia fate rumore”. Un
rumore per far sentire al mondo la necessità di un cambiamento.
Se Domani Non Torno racconta l’assenza di Giulia, la forza della sua memoria e il
modo in cui una giovane donna, pur non essendoci più, riesce a cambiare lo
sguardo di un’intera comunità sulla violenza di genere.
Perché vederlo con gli studenti
Se Domani Non Torno è un film necessario per aprire un dialogo con ragazze e
ragazzi su temi urgenti: il femminicidio, la violenza di genere, il controllo nelle
relazioni affettive, la gestione delle proprie emozioni, il patriarcato, il ruolo dei
media, la responsabilità degli adulti e della società.
Il film non vuole aggiungere clamore alla cronaca, ma andare più in profondità.
Racconta ciò che accade “sotto la pelle” di una famiglia colpita da un’assenza
irreparabile. Attraverso il percorso di Gino, Elena e Davide, gli studenti possono
riflettere su come il dolore possa trasformarsi in consapevolezza, impegno civile
e richiesta di cambiamento.
La visione del film può aiutare le classi a interrogarsi su domande fondamentali:
cosa significa rispettare la libertà dell’altro? Quali segnali possono indicare una
relazione tossica o violenta? Perché è importante non definire “mostro” chi
commette violenza? Che cosa vuol dire assumersi una responsabilità collettiva?
Come possono le parole, i silenzi e le narrazioni pubbliche contribuire a cambiare
o a perpetuare una cultura?
Il film parla ai giovani, ma anche agli adulti: insegnanti, genitori, educatori, fratelli
e sorelle. Invita tutti a riconoscere il proprio ruolo nella costruzione di una cultura
del rispetto, dell’amore e della libertà. Non una contrapposizione tra donne e
uomini, ma un impegno collettivo, condiviso e necessario: cambiare insieme una
cultura che genera violenza, perché una società più giusta e sicura riguarda tutti
e tutte.