Quasi 1,7 miliardi di dollari al botteghino per Spider-Man: no way home. L’ultimo capitolo della saga firmata Marvel invade le sale cinematografiche di tutto il mondo, entusiasmando miliardi di spettatori e lasciandone altri con una punta di amaro in bocca. I grandi del cinema, infatti, si pronunciano negativamente nei confronti di questi prodotti da “parco a tema” che trasformerebbero le sale in veri e propri parchi divertimento, togliendo spazio ai film narrativi. Lo aveva già annunciato qualche anno fa Martin Scorsese quando, con la sua frase “Non sono cinema”, aveva aizzato i fan della casa produttrice. Il famoso attore, regista, sceneggiatore e produttore statunitense è stato poi affiancato dal suo collega Francis Ford Coppola che ha sottolineato come dal cinema ci si aspetti “di imparare qualcosa, di ricevere un po’ di illuminazione, un po’ di conoscenza, un po’ di ispirazione”, per poi concludere con la parola “spregevoli”.
Non è un mistero che questo tipo di prodotti cinematografici sia annoverato tra i generi di consumo, caratterizzati per leggerezza e straordinari effetti scenici; alla base però si può chiaramente individuare un universo vasto ed eterogeneo in cui è facile riconoscersi. I film del Marvel Cinematic Universe diventano, infatti, familiari con le loro musiche, gli attori indubbiamente validi e le trame che, seppur lontane dall’approfondimento psicologico che contraddistingue grandi capolavori quali “Il Padrino” e “Quei bravi ragazzi” (per citarne alcuni), sono costellate dei temi topici che sin dalle opere di Omero ed Esiodo rappresentano alcuni dei capisaldi della letteratura: parliamo di storie di eroi e divinità con poteri e\o capacità sovrumane che combattono per proteggere i loro mondi e le loro genti. Storie d’amore, di sacrificio, di responsabilità dovuta al ruolo sociale; una sorta di rappresentazione moderna del mito. Il tutto condito con una buona dose di alta tecnologia e fanta-scienza che accompagnano e mai sostituiscono i classici del cinema nel loro viaggio alla ricerca della verità dell’essere attraverso la complessità della psiche. Ciò che, dunque, accomuna supereroi ed esseri umani è la capacità di suscitare, anche se in modi diversi, le più disparate emozioni, di affascinare e di divertire…che poi è il Grande Segreto del Cinema.

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