Magari un po’ in ritardo per la sua festa però oggi siamo sentimentali, d’altronde come si fa a non esserlo tutti i giorni, al solo pensiero di colei che vi ha donato al mondo, colei che con dedizione ha interiorizzato il lungo processo di metamorfosi del suo ovulo una volta imbattutosi nella sua controparte testicolare, culminato con un viaggio uterino verso la luce a neon di una sala operatoria, o la luce del vostro soggiorno se vostra madre è una di quelle svedesi fissate con il parto a casa.

Colei che nel vostro immaginario rimarrà sempre una figura principale, probabilmente per via dei traumi a voi arrecati, che dopo una digestione da parte del vostro subconscio definirà la vostra vita sessuale, ma poi mai stata una fan di Freud non inizierò sicuro ora, infondo metaforicamente parlando(!?) scoparla o ucciderla per liberarci della sua influenza, fa di noi degli ingrati?

Probabile, d’altronde si sa una madre sarebbe disposta davvero, davvero a tutto!

Io sono la principessa Steno nata dal seno tagliato dell’amazzone Aella, prima di morire per mano di quel fregno di Eracle e questa signore, signori e creature indefinite è Panna Acida.

 

 

Serial Mom

(La signora ammazzatutti)

 

Traduzione che amo personalmente, infondo calza a pennello a questa pellicola del 1994 scritta e diretta e bene sì da lui (parlando di trash), l’unico ed inimitabile John Waters, so cosa state pensando che scassapalle Principessa ancora lui, ma vedete la mia per lui non è una fissazione è un culto, e poi piuttosto lamentatevi del fatto che ”strisca la notizia” o ”emigratis” siano ancora mandati in onda, perchè quello in quel caso non è trash, è solo cringe.

Ma comunque tornando a noi, il film fin da subito si differenzia stilisticamente dal capolavoro dell’ultima volta, ma sicuramente non manca di iconicità, solo che diciamolo stavolta il buon Waters c’aveva i sordi.

E no non parlo delle persone non udenti.

La storia principalmente si apre con una piccola introduzione, che dipinge perfettamente questo scenario fortemente americano, fortemente medio borghese, fortemente perbenista, inondato in questa quotidianità a tratti diabetica, però così è ci troviamo in una Baltimora residenziale e la colazione della famiglia Sutphin è servita.

Il film delimita fortemente questa virata quasi più patinata, il film si traveste non è più vestito della propria oscenità, ma come la cara Beverly, si camuffa perfettamente, risulta quasi difficile attribuirglielo conosciuta la sua prima produzione, ma è proprio quando lo spettatore meno se lo aspetta, che tutta quell’aria di buonismo provinciale americano, dai sani principi viene mandato a farsi fottere!

Infondo come sottolinea la nostra Beverly capitano a tutti dei giorni no.

Che sia la presenza di un pedante professore so tutto io, di una bisbetica mangia volatili, o di un corteggiatore promiscuo la nostra mamma farà di tutto pur di eliminare il problema, e nei modi più disparati.

Mai stata così pericolosa una coscia d’agnello!

Il tutto procede con spensieratezza ed un senso di inquietudine, che lo spettatore prova nei confronti di questa figura duale quale Beverly Sutphin, ne è affascinato e assolutamente divertito per il modo in cui ironicamente le vicende all’interno della storia si susseguono, Waters inoltre riesce nell’intento di muovere sicuramente in maniera più velata e sarcastica attraverso quasi una parodizzazione, una critica o meglio un ritratto di quell’America medio borghese e degli ambienti attorno a esso così pieno di contraddizioni, rimanendo fedele ad un visione giocosa delle volte di cattivo gusto ma con quel tocco di iconicità che da sempre caratterizzano il suo lavoro.

Lo spettatore come me d’altronde ama Beverly forse per il suo essere così serialmente casinista, così libera dalla convenzione di essere sottomessa all’idea di non potersi esprimere nelle situazioni più disparate, certo pazza ma almeno non repressa.

Forse vi aspettavate un film più introspettivo nei confronti del ruolo femminile, dell’essere madre, della riconquista del proprio potere in quanto donna, ma infondo cosa c’è di più introspettivo della superficie, e poi guardatelo, godetevelo, assaporatelo fottute boccucce di merda!

 

Alla fine l’unico dubbio rimane uno la moda sarà cambiata?

 

 

 

Ah si, c’è anche Suzanne Somers, si quella degli ormoni ed interpreta con magistrale bravura proprio Suzanne Somers.

Princess Steno
'99. Young, Broke, and Fabulous. Armoniosa creatura sboccata come poche. Sirena incantatrice combatte il patriarcato con il suo canto non binario. Ogni fibra del suo essere è devoto all'arte in qualsiasi forma. Nata da una perla, di una delle collane di Elisabetta I, caduta accidentalmente nel mare colpita successivamente da un fulmine. Vive per fare delle sue epopee surreali e trash opere pittoriche, cinematografiche e musicali. Lo trovate sui social come @princesssteno e se siete indecisi sul lui/lei sappiate che non se ne frega un cazzo ma nel dubbio ''sua Maestà'' andrà benissimo.

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